Il partner non contribuisce alle spese: come parlarne e come farlo tornare

Non e che manchino i soldi. E che la spesa, la luce e cinquecento piccole cose le paga una persona sola, l'altra non le vede, e da mesi quella conversazione aspetta il « momento giusto ».

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La spesa della settimana la fai tu. Luce e internet escono dalla tua carta, perche i contratti sono intestati a te. Detersivi, medicine, il regalo per i genitori del tuo partner, cento piccole cose che nessuno conta. Il partner paga per se: il suo caffe, i suoi vestiti, le sue uscite. Vivete insieme da un anno e il partner non contribuisce alle spese di casa, anche se per le sue spese i soldi ci sono.

E uno dei litigi sui soldi piu comuni in una coppia e uno dei meno detti ad alta voce. La cifra raramente e grande su base mensile; e grande quello che ci sta dietro. Dire « non contribuisci alle spese » suona come un'accusa che riguarda molto piu dei soldi, quindi lo si dice arrabbiati oppure non lo si dice affatto.

Questo testo parla di organizzazione, non di diritto e nemmeno del fatto che questa relazione abbia senso o meno. Non c'e una parola su matrimonio, beni comuni o su cosa spetti a chi: sono altre conversazioni, con altre persone. C'e invece quello che si puo fare tra due persone che domani sera ceneranno di nuovo insieme: come dirlo senza che diventi un litigio, e come sostituire la sensazione con un numero che vedete allo stesso modo.

Perche in coppia e piu difficile che con chiunque altro

Con un coinquilino la conversazione su una bolletta non pagata e imbarazzante, ma ha degli appigli: c'e un contratto, ci sono piu persone, c'e un affitto con la sua scadenza. In coppia non c'e niente di tutto questo, ed e proprio per questo che il problema cresce per mesi.

Le spese sono invisibili a chi non le sostiene. La spesa sparisce nel frigo, la luce esce dal conto in automatico, la carta igienica semplicemente c'e. Chi non paga non vede nessuno di quei bonifici e, in tutta onesta, puo non avere idea di quanto costi tutto questo. Tu li vedi tutti.

Non c'e un giorno del saldo. Con i coinquilini si fanno i conti quando arriva la bolletta. In coppia non esiste un momento in cui qualcuno sia « in ritardo », perche nessuno ha mai stabilito che ci fosse qualcosa da restituire. Un arretrato senza scadenza non e un arretrato, e semplicemente una tua spesa.

La conversazione suona come un'accusa. « Non contribuisci » in una coppia significa piu di « non mi restituisci 200 € ». Significa « non lo consideri una cosa nostra ». Per questo la si evita, e per questo, quando alla fine esplode, non parla piu di soldi.

Ognuno di voi ricorda un numero diverso. Tu ricordi la spesa da 380 € e la luce da 90 €. Il tuo partner ricorda che paga la macchina che usate in due e le vacanze dell'anno scorso. Avete ragione entrambi, e senza una traccia condivisa quella conversazione parte da una discussione sui fatti, cioe dal punto peggiore possibile.

Prima di dire qualsiasi cosa: tre verifiche

Un quarto d'ora qui ti risparmia settimane di conti fatti in silenzio.

Il tuo numero e solido? Non « pago io tutto », ma un mese, voce per voce: spesa, bollette, piccole cose. Basta l'estratto conto della carta. Una cifra data a sensazione verra contestata, e giustamente, perche una sensazione dopo sei mesi e sempre piu grande della somma.

Il tuo partner lo sa? Succede piu spesso di quanto sembri. Se una persona paga la spesa e l'altra la rata dell'auto e l'assicurazione, in una testa puo esserci un pareggio che nell'altra non esiste. Metti nero su bianco entrambe le colonne, non solo la tua.

E davvero una questione di soldi? Se da mesi si accumula altro, i lavori di casa, il tempo, l'attenzione, la cifra sara solo un pretesto e la conversazione finira comunque li. Allora e piu onesto separare le due cose e partire da quella che pesa di piu.

Come parlare di soldi in coppia senza litigare

Tre elementi, e ognuno fa una cosa precisa.

Scegli un momento in cui non sta succedendo niente. Non alla cassa, non subito dopo che il tuo partner ha comprato qualcosa, non il giorno in cui e arrivata la bolletta. Una sera senza programmi, annunciandolo: « voglio parlare di come dividiamo le spese, non di una situazione in particolare ».

Parla di organizzazione, non di colpa. La frase « non contribuisci » ha un soggetto e un colpevole. La frase « le nostre spese comuni sono 640 € al mese e oggi le pago io, vorrei stabilire insieme come le dividiamo » ha un numero e una proposta. La seconda si puo accettare senza perdere la faccia; la prima no.

Porta la cifra dettagliata e una proposta. La somma di un mese, divisa in qualche voce, e una proposta concreta per il futuro: meta e meta, in proporzione, oppure ognuno prende bollette diverse. Una conversazione che finisce con un accordo non torna. Una conversazione che finisce con « dai, impegnati » torna fra tre settimane.

Il partner non contribuisce alle bollette: quando succede ogni mese

Una spesa una tantum che qualcuno non ha restituito e le spese che ogni mese paga la stessa persona sono due cose diverse, e confonderle e l'errore piu comune.

Un prestito si chiude con una conversazione. La vita insieme non ha fine: la spesa ci sara la settimana prossima e fra cinque anni. Ricordarlo ogni volta e insostenibile, perche alla terza una persona diventa quella che sollecita e l'altra quella che viene sollecitata, e da quei ruoli, in una coppia, non si esce piu. Con un coinquilino la stessa situazione ha una via d'uscita piu semplice, perche c'e un contratto e c'e una fine della convivenza. In coppia la via d'uscita deve essere un accordo.

Tre cose che chiudono davvero il tema, e nessuna consiste nel ricordarlo.

Un criterio di divisione stabilito una volta sola. Meta e meta, in proporzione ai redditi, oppure un conto comune da cui esce tutto quello che e comune. Quale criterio scegliere e cosa significa ciascuno quando uno guadagna di piu, l'abbiamo spiegato nel testo su come dividere le spese in coppia. Qui conta una cosa sola: un criterio stabilito con calma e un accordo, lo stesso criterio tirato fuori durante un litigio suona come un rimprovero.

La divisione alla fonte. Una persona prende luce e internet, l'altra la spesa, oppure ognuno versa la sua parte su un conto comune il primo del mese. Una spesa gia divisa nel momento in cui la si paga non va saldata dopo, e nessuno deve ricordarla.

Un giorno fisso in cui guardate il numero. Una volta al mese, cinque minuti, il saldo comune sul tavolo. Non perche qualcuno si giustifichi, ma perche l'arretrato non possa crescere fino a una dimensione in cui la conversazione diventa impossibile.

Cosa non fare

Quattro reazioni che sembrano sensate e che costano tutte piu di quanto rendano.

Contare in silenzio. Tenere il conto in testa per sei mesi e presentarlo tutto insieme il giorno in cui la misura e colma. La cifra a quel punto e enorme, la rabbia pure, e l'altra persona sente parlare del problema per la prima volta e lo sente come una sentenza.

Punire con il portafoglio. Smettere di fare la spesa perche l'altro senta la differenza. Gli scaffali vuoti non insegnano niente, se non che casa e diventata un campo di battaglia, e questo costa piu di tutta la spesa messa insieme.

Confrontarsi con altre coppie. « Da Chiara e Marco paga tutto lui. » Le altre coppie hanno redditi diversi, accordi diversi e problemi diversi che non si vedono. L'unica divisione che conta e quella su cui vi siete messi d'accordo in due.

Aggiungere altre questioni. Se nella stessa conversazione spuntano la casa non pulita e i suoceri, il tema dei soldi smette di esistere. Una conversazione, una questione, un numero.

Un numero al posto di una sensazione

Tutte le frasi di questo testo riparano una mancanza nata molto prima: nessuno teneva un conto comune, tu compresa. La sensazione « pago io tutto » e vera oppure no, ma finche resta una sensazione non si puo ne dimostrare, ne smentire, ne sistemare.

Quando i conti si tengono man mano ed entrambi li vedete allo stesso modo, sparisce quello che rendeva la situazione sgradevole. Non c'e piu una persona che rimprovera e una a cui si rimprovera. C'e un numero che non appartiene a nessuno e che nessuno deve difendere.

E esattamente a questo che serve Kotisso. Una spesa si registra in dieci secondi, al supermercato, con una mano sola, e l'altra persona la vede subito. Ognuno di voi ha davanti agli occhi lo stesso saldo, senza doverlo chiedere, e la somma dei saldi fa sempre zero: non ci sono due versioni dei fatti da conciliare. La divisione si imposta una volta, meta e meta o in percentuale se guadagnate cifre diverse, e da quel momento ogni spesa si divide da sola secondo il vostro criterio. A una spesa si puo allegare la foto dello scontrino, quindi nessun importo e « a memoria ». E la domanda « chi deve quanto a chi » ha una sola risposta, senza fare conti.

Se la conversazione e difficile, tutto il resoconto si puo esportare in un foglio di calcolo o in PDF e semplicemente posare sul tavolo. Un documento con ogni voce dettagliata si discute con calma; una sensazione va difesa.

Domande frequenti

Il mio partner guadagna molto meno di me. Deve contribuire con la stessa cifra? Non deve, e in molte coppie non dovrebbe. Una divisione proporzionale ai redditi, per esempio 40% e 60%, e onesta quanto meta e meta, a patto che sia stabilita e non sottintesa. Il problema di cui parla questo testo non e che il partner paghi di meno, ma che nessuno abbia stabilito quanto.

Il mio partner dice che paga la macchina e le vacanze. Come lo conto? Come la spesa: lo scrivi nella sua colonna. Rata, assicurazione, benzina, l'hotel d'estate, tutto quello che e comune entra in un unico conto, da entrambe le parti. Solo allora si vede se e in pari, e di solito il risultato sorprende tutti e due, anche se non nella stessa direzione.

Vanno contate le piccole cose? Carta igienica, caffe, lampadine. Si, e sono proprio quelle a fare la differenza. Le spese grandi le ricordano tutti. Cento piccole da 5 € le ricorda solo chi le paga, ed e da li che nasce la sensazione di « pagare tutto io ». Registrate man mano costano dieci secondi l'una; contate dopo un anno non si ricostruiscono.

Ogni quanto tornarci sopra? Una volta al mese, per cinque minuti, in un giorno fisso. Se il saldo e a posto, la conversazione dura un minuto. Se non lo e, riguarda una voce sola, non sei mesi. Fare i conti ogni giorno stanca entrambi, farli una volta all'anno finisce in lite.

Come verificare chi deve quanto a chi quando le spese vanno in entrambe le direzioni? Non a memoria: con due persone e bonifici in tutte e due i sensi, dopo un mese la memoria non regge. Abbiamo spiegato il metodo in un testo a parte su chi deve quanto a chi.

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